La comunità ecclesiale di Resuttano si prepara a vivere uno dei momenti più intensi e identitari dell’anno liturgico: la Settimana Santa 2026, promossa dalla Parrocchia Maria SS.ma Immacolata – Chiesa Madre e guidata dall’arciprete don Ignazio Carrubba. Un calendario ricco di celebrazioni, riti e momenti di partecipazione popolare che affondano le radici nella tradizione religiosa del territorio nisseno.

In Sicilia, infatti, i riti della Settimana Santa rappresentano un patrimonio storico e culturale di grande valore, capace di intrecciare liturgia, devozione e tradizioni popolari tramandate nei secoli. Anche a Resuttano, piccolo centro dell’entroterra, queste celebrazioni conservano un carattere autentico e profondamente partecipato.

Un cammino che inizia con l’Addolorata

Il programma prende avvio già venerdì 20 marzo con il Venerdì dell’Addolorata, segnato dalla Via Crucis cittadina e dalla celebrazione eucaristica solenne. Un momento di raccoglimento che introduce la comunità al clima penitenziale della Pasqua.

A seguire, sabato 28 marzo, la musica diventa strumento di meditazione con il Concerto della Passione, affidato al complesso bandistico “A. Geraci”, nella suggestiva cornice della Chiesa Madre.

La Domenica delle Palme e l’inizio dei riti

Il 29 marzo, Domenica delle Palme, segna l’ingresso ufficiale nella Settimana Santa con la benedizione e la processione delle palme dalla chiesa di San Paolo, seguita dalla solenne celebrazione eucaristica. In serata, spazio a uno dei momenti più attesi: l’atto della “Scinnenza”.

La “Scinnenza” rappresenta il cuore della tradizione resuttanese: una sacra rappresentazione della Passione e Morte di Cristo, che coinvolge figuranti e fedeli in una rievocazione intensa e partecipata. Questo rito, diffuso in diversi centri della provincia, rievoca teatralmente gli ultimi momenti della vita di Gesù, dalla condanna fino alla deposizione dalla croce.

Gli esercizi spirituali e il Triduo Pasquale

Nei giorni 30 e 31 marzo e 1 aprile la comunità si raccoglie negli esercizi spirituali, predicati dal vicario foraneo, occasione di riflessione e preparazione interiore.

Il Triduo Pasquale entra nel vivo con il Giovedì Santo (2 aprile), quando si celebra la Messa in Coena Domini con la lavanda dei piedi e la tradizionale benedizione dei pani. Questo rito richiama una consuetudine diffusa nel territorio, dove il pane assume un forte valore simbolico legato alla condivisione e all’Eucaristia.

Il Venerdì Santo: tra rito e partecipazione popolare

Il Venerdì Santo (3 aprile) rappresenta il momento più intenso. La giornata si apre con l’adorazione e prosegue con la meditazione sulle sette parole di Gesù in croce. In piazza e per le vie del paese prende vita la rappresentazione della Passione, con la processione del Cristo morto verso il Calvario e il successivo ritorno.

Questi riti, che rievocano la condanna e la morte di Cristo, sono tra i più partecipati e sentiti dalla popolazione, in linea con la tradizione siciliana che vede nella processione del Venerdì Santo uno dei momenti più solenni e suggestivi.

La Veglia pasquale, culmine della fede

Il cammino si conclude sabato 4 aprile con la Veglia Pasquale, celebrata in tarda serata nella Chiesa Madre: il momento liturgico più importante, che segna il passaggio dalla morte alla resurrezione di Cristo e rinnova la speranza della comunità cristiana.


Una tradizione che unisce

A Resuttano, la Settimana Santa non è soltanto una sequenza di celebrazioni religiose, ma un’esperienza collettiva che coinvolge l’intero paese. La partecipazione dei fedeli, la presenza delle confraternite, le rappresentazioni sacre e le processioni trasformano il piccolo centro nisseno in un luogo di memoria viva, dove fede e tradizione continuano a camminare insieme.

Un appuntamento che, anno dopo anno, rinnova l’identità di una comunità profondamente legata alle proprie radici e capace di trasmettere alle nuove generazioni il valore autentico della Pasqua.

Mario Rino Biancheri

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